Pavimenti in moquette e parquet

  • Autore: MARIA PIA GRECI
  • 05 gen, 2018
pavimento in moquette e parquet

Moquette e parquet rappresentano due scelte di stile completamente diverse tra loro, alle quali corrispondono probabilmente anche persone opposte.

La moquette è un “pavimento tessile”, ovvero costituito di fibre tessili naturali o sintetiche, largamente utilizzato negli Stati Uniti e in Nord Europa, mentre in Italia, dopo un'esplosione della moda fra i Sessanta e Settanta, è oggi poco diffusa nelle abitazioni private e più facile da incontrare negli alberghi.

Molti non la amano, forse perché richiede una certa dedizione nella pulizia, e la moquette è avvolta dagli stereotipi. Si ritiene che favorisca la presenza degli acari, ma studi scientifici hanno dimostrato che non è adatta alla loro sopravvivenza, e un pavimento tessile trattiene la polvere a terra, riducendo quella in sospensione fino all'80%. Certo è che bisogna pulirlo frequentemente, ma basta un semplice aspirapolvere.

La moquette è un ottimo isolante termico e acustico, ma allo stesso tempo è anche una superficie più sicura per bambini e anziani e un toccasana per la colonna vertebrale, che risente dei continui traumi quotidiani causati dal camminare su cemento e asfalto.

Infine, un notevole vantaggio è la facilità di posa, insieme alla possibilità di ricoprire qualsiasi pavimento preesistente.

D'altra parte, il legno è amato per la sua capacità di donare calore all'ambiente e di adattarsi a quasi tutti gli stili di arredamento, dal rustico all'high-tech. Essendo un materiale naturale, la sua bellezza risiede in quella inconfondibile vibrazione vitale e nell'unicità di ogni singolo pezzo.

Non basta dire parquet: esistono pavimentazioni in legno naturale (legno massello o prefinito) e pavimentazioni realizzate senza traccia del legno nobile (laminato). Il parquet tradizionale in legno massello, che è composto totalmente da legno nobile ed è venduto solitamente allo stato grezzo, necessita di operazioni come lucidatura e levigatura prima di poter essere calpestato, ma questo dilata i tempi di consegna e alza i costi complessivi. Però, questo tipo di parquet ha una lunga durata, anche se necessita di molte cure e attenzioni, perché rischia di rovinarsi.

Il parquet prefinito, fatto di diversi strati di compensato e di un solo strato nobile in legno pregiato, si presenta già verniciato e pronto da calpestare, offrendo una resa finale identica a quella di un parquet in legno massello, ma riducendo notevolmente tempi di posa e costi di materiale e manodopera.

Infine, anche nel laminato sono stati fatti notevoli passi avanti e molte aziende hanno raggiunto risultati estetici eccellenti, mantenendo prezzi al pubblico bassissimi e garantendo una lunga durata del pavimento. 

Autore: MARIA PIA GRECI 05 gen, 2018

Moquette e parquet rappresentano due scelte di stile completamente diverse tra loro, alle quali corrispondono probabilmente anche persone opposte.

La moquette è un “pavimento tessile”, ovvero costituito di fibre tessili naturali o sintetiche, largamente utilizzato negli Stati Uniti e in Nord Europa, mentre in Italia, dopo un'esplosione della moda fra i Sessanta e Settanta, è oggi poco diffusa nelle abitazioni private e più facile da incontrare negli alberghi.

Molti non la amano, forse perché richiede una certa dedizione nella pulizia, e la moquette è avvolta dagli stereotipi. Si ritiene che favorisca la presenza degli acari, ma studi scientifici hanno dimostrato che non è adatta alla loro sopravvivenza, e un pavimento tessile trattiene la polvere a terra, riducendo quella in sospensione fino all'80%. Certo è che bisogna pulirlo frequentemente, ma basta un semplice aspirapolvere.

La moquette è un ottimo isolante termico e acustico, ma allo stesso tempo è anche una superficie più sicura per bambini e anziani e un toccasana per la colonna vertebrale, che risente dei continui traumi quotidiani causati dal camminare su cemento e asfalto.

Infine, un notevole vantaggio è la facilità di posa, insieme alla possibilità di ricoprire qualsiasi pavimento preesistente.

D'altra parte, il legno è amato per la sua capacità di donare calore all'ambiente e di adattarsi a quasi tutti gli stili di arredamento, dal rustico all'high-tech. Essendo un materiale naturale, la sua bellezza risiede in quella inconfondibile vibrazione vitale e nell'unicità di ogni singolo pezzo.

Non basta dire parquet: esistono pavimentazioni in legno naturale (legno massello o prefinito) e pavimentazioni realizzate senza traccia del legno nobile (laminato). Il parquet tradizionale in legno massello, che è composto totalmente da legno nobile ed è venduto solitamente allo stato grezzo, necessita di operazioni come lucidatura e levigatura prima di poter essere calpestato, ma questo dilata i tempi di consegna e alza i costi complessivi. Però, questo tipo di parquet ha una lunga durata, anche se necessita di molte cure e attenzioni, perché rischia di rovinarsi.

Il parquet prefinito, fatto di diversi strati di compensato e di un solo strato nobile in legno pregiato, si presenta già verniciato e pronto da calpestare, offrendo una resa finale identica a quella di un parquet in legno massello, ma riducendo notevolmente tempi di posa e costi di materiale e manodopera.

Infine, anche nel laminato sono stati fatti notevoli passi avanti e molte aziende hanno raggiunto risultati estetici eccellenti, mantenendo prezzi al pubblico bassissimi e garantendo una lunga durata del pavimento. 

Autore: MARIA PIA GRECI 19 dic, 2017

Sarà capitato a tutti di trovarsi nel negozio specializzato per comprare un “semplice” bastone da tenda: all'apparenza sembrerebbe un acquisto banale, ma bisogna tenere conto del proprio gusto personale e di altri fattori, come la tipologia della tenda, la posizione nella quale sarà montato il bastone e il contesto.


Infatti si tratta di un vero e proprio complemento d'arredo, che può regalare quel tocco in più all'ambiente o addirittura rovinarlo, se non adatto al tipo di tendaggio o allo stile della stanza. Il bastone deve essere comodo e pratico, certo, ma anche esteticamente piacevole.


La funzione principale dei bastoni per tende è scontata, ovvero facilitare lo scorrimento del tessuto per aprirle e chiuderle, ma in commercio ne esistono numerose tipologie che si distinguono per materiale (legno o acciaio), forma e dimensioni. Esistono bastoni rotondi, solitamente di lunghezza fissa, che sono concepiti per accogliere tende ad anelli e permettere il massimo della scorrevolezza, oppure bastoni rettangolari a guida o binario, che invece sono fatti per tende di altro genere. Infine, ci sono i bastoni telescopici, realizzati in metallo verniciato, che consentono di appendere i tessuti direttamente alla finestra con pratici ganci.


Una volta scelto il bastone giusto per la propria tenda, bisogna tornare a casa e montarlo, possibilmente senza commettere gli errori più comuni.


Innanzitutto, è fondamentale prendere la misura di lunghezza e larghezza delle tende che vogliamo montare, calcolando dello spazio in più per il movimento dell’anta sul lato esterno della finestra. Inoltre, bisogna sempre tenere conto dell'apertura di questa, installando un supporto che non impedisca il movimento delle ante e quindi almeno15 cm sopra al bordo superiore della finestra o persino sull’infisso.


Per non rischiare di sbagliare le misure, è consigliabile contrassegnare i punti dove sarà necessario forare la parete o dove finiranno i vari elementi della tenda, magari utilizzando scotch di carta o una matita. Prima di procedere, è meglio verificare se la superficie che accoglierà il supporto è in cemento o cartongesso, applicando i tasselli giusti per il materiale.


L'errore più diffuso nel montaggio delle tende da interni riguarda la lunghezza: tendaggi troppo corti rovinano l'equilibrio dell'intera stanza, che sembrerà più bassa e angusta. La regola aurea suggerisce di coprire tutta l’apertura fino ad almeno 10 cm di distanza dal bordo inferiore della finestra, tenendo conto di eventuali caloriferi che potrebbero rovinare tessuti delicati e colori chiari.

Infine, è importante ricordarsi di lavare i tendaggi almeno una volta all'anno.

Autore: MARIA PIA GRECI 19 dic, 2017

Fin dall'antichità l'uomo sente la necessità di ornare le pareti della propria dimora, come a contrastare quel senso di vuoto o incompiuto che spesso si prova davanti a una parete bianca. Le classi agiate di tutte le civiltà decoravano gli interni delle proprie case con tendaggi, affreschi e rivestimenti di diversi materiali, mentre nell'Europa medievale si diffuse la moda araba degli arazzi, che, dunque, possono essere considerati i parenti più prossimi della carta da parati. È un tipo di rivestimento per superfici verticali, come pareti, mobili e altri complementi d'arredo, costituito da cellulosa, vinile, tessuto-non-tessuto o fiselina, che è stato largamente introdotto nel nostro continente a partire dall'Ottocento in concomitanza con lo sviluppo delle tecniche industriali. 


Di fronte alla necessità di rinfrescare una o più stanze di casa propria, ci si trova spesso a dover scegliere tra tinteggiatura o carta da parati, che ultimamente ha avuto un vero e proprio revival. Pur essendo una soluzione più costosa rispetto alla normale verniciatura delle pareti, la carta da parati è molto più duratura (può resistere anche dieci anni) e offre un'infinita varietà di colori, fantasie, texture, effetti materici e composizioni. Alcune carte da parati sono anche a prova di umidità o fonoassorbenti, mentre le vernici non possono fare nulla contro il rumore.


A meno che non si richiedano tecniche particolari, armandosi di rulli, pennelli e vernici, la tinteggiatura tradizionale può essere fai-da-te, mentre la carta da parati richiede una maggiore attenzione nella posa. Tuttavia, se si possiede una buona manualità, si può provare anche a cimentarsi per conto proprio. Al contrario, è molto difficile da togliere, ma a questo scopo basta rivolgersi a professionisti del settore per essere sicuri di rimuovere i residui di colla.


La carta da parati rappresenta spesso anche un utile espediente per mascherare e coprire piccole irregolarità della parete, per esempio un ritocco dell'intonaco o una finitura fatta male, e presenta anche il grande vantaggio di essere lavabile per danni limitati. D'altra parte, in caso di strappo o macchia della carta stessa, non è così semplice sostituire una sola porzione. A quel punto è più facile pensare di cambiare aspetto all'intera stanza, ma in fondo non tutto il male viene per nuocere: magari ci si era stancati di quella fantasia e si stava già valutando di cambiarla.

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